Cosa raccontano i recenti dati demografici Istat

La demografia non è (solo) una questione di numeri ma il racconto collettivo di un Paese. Persone presenti in un territorio, nascite e morti, chi arriva e chi invece se ne va: gli indicatori demografici permettono di capire se una comunità cresce, invecchia o si spopola. Si tratta di racconto meno avvincente di un best seller, ma molto più utile quando bisogna pianificare politiche e servizi adeguati. Sapere quanta gente vive in un posto, dove si concentra e quanti sono giovani o anziani non è solo utile per le statistiche: serve per capire dove costruire scuole o case di riposo, oppure per decidere come riorganizzare i trasporti o i servizi sanitari in alcune zone.

L’Istat ha pubblicato gli indicatori demografici del 2024. Anche quest’anno nessuna sorpresa: l’Italia si trova in una situazione di crisi demografica e squilibri generazionali: molti/e nonni/e e pochi/e nipotini/e.

C’È VITA IN TRENTINO ALTO ADIGE

In Trentino (1,26) e in Alto Adige (1,51) la fecondità è la più elevata di Italia. Non è il boom degli anni Sessanta, ma è comunque un dato importante, anche perché nel resto del nord Italia nel 2024 si è registrata una contrazione della natalità, scesa a 1,19 (da 1,21 del 2023).

Nascono sempre meno bambini/e e il continuo calo del numero di nati negli anni va a ridurre sempre più il numero di donne e uomini in età in cui possono avere figli (15-49 anni), ossia dei potenziali genitori. A questi dati si aggiunge l’aumento dell’età media al parto, che è pari a 32,6 anni. Posticipare la maternità ha un impatto significativo sulla riduzione generale della fecondità, poiché più si ritarda più si riduce l’arco temporale a disposizione delle potenziali madri per realizzare i propri progetti familiari.

Un dato importante della Provincia Autonoma di Trento è legato alla presenza di famiglie numerose (coppie con tre e più figli/e), che sul nostro territorio negli ultimi anni è cresciuta passando dall’11% del 2009 al 16,3% del 2022 (Trentino Famiglia, ottobre 2023). Questo dato è più alto di quello del Nord-est (10,8%) e di quello nazionale (10,4%).

Il Trentino-Alto Adige si conferma inoltre il regno della longevità, è infatti la regione italiana con la speranza di vita più alta (uomini 82,7 anni e donne 86,7 anni) e dove l’età media della popolazione è inferiore rispetto al resto del Nord est (pari a 47,1 anni); in particolare in Trentino è pari a 46 anni e in Alto Adige a 44 anni.

Un aspetto problematico per il Trentino è il peso delle nuove generazioni sulla popolazione complessiva della Provincia. Ad inizio 2024 in Provincia risultano residenti 94.308 minorenni (pari al 17,3% della popolazione), ma tra questi le singole età sono rappresentate in modo diverso: ad esempio i/le diciassettenni sono 5.595 mentre i/le bambini/e sotto l’anno sono solo 3.801; ciò significa che per ogni 100 adolescenti di 17 anni ci sono solo 68 bambini/e con meno di un anno (e il dato sarebbe anche inferiore se si escludessero dal conteggio i/le bambini/e nati/e da genitori stranieri, che rappresentano il 14,1% dei/delle bambini/e con meno di un anno). Rispetto alle persone anziane invece i/le settantenni sono 6.091; ciò significa che per ogni 100 adolescenti di 17 anni ci sono 109 settantenni. È ufficiale: il futuro avrà molte più tombolate che rave party.

IN ITALIA POCHE CULLE E TANTE PIZZE SURGELATE

In Italia nel 2024 si è registrato il minimo storico di nascite 370.000 (in diminuzione del 2,6% rispetto al 2023) e il numero medio di figli per donna più basso di sempre, sceso a 1,18. Il tasso di natalità indica che ogni 1.000 abitanti sono nati 6,3 bambini/e.

La dimensione media delle famiglie scende a 2,2 persone: decisamente poco per una squadra di calcetto, ma può andare ancora bene per una partita a tris. Oltre una famiglia su tre (36,8%) è formata da una sola persona e le famiglie composte da una coppia con figli rappresentano il 29,2% delle famiglie totali. Ecco perché l’era dei grandi pranzi domenicali sta lasciando spazio alla pizza surgelata: in Italia ogni anno ne vengono consumate 240 milioni.

Nel 2024 si registrano 651.000 decessi (in diminuzione del 3,1% rispetto al 2023). Il tasso di mortalità indica che ogni 1.000 abitanti sono morte 11 persone. Il calo dei decessi si traduce in un aumento della speranza di vita (pari a 83,4 anni alla nascita), il che significa quasi 5 mesi di vita in più rispetto al 2023 sia per gli uomini che per le donne; questo dato porta la speranza di vita, diminuita a causa della pandemia, a superare nuovamente i livelli pre-pandemici.

L’età media della popolazione è pari a 46,8 anni.

Sul fronte delle partenze, invece, si vola: aumentano gli espatri dei/delle cittadini/e italiani/e (+36,5%), che decidono di trasferirsi prevalentemente in Germania (12,8%), in Spagna (12,1%) e nel Regno Unito (11,9%).

E QUINDI CHE SI FA?

È il momento di investire sulle nuove generazioni, dare valore alla genitorialità significa mettere tutti coloro che desiderano un/a figlio/a nella condizione di poterlo/a avere, nel rispetto delle aspirazioni di vita di ciascuna persona. Bisogna modificare il contesto e valorizzare le persone che compongono le nostre comunità, affinché ciascuna possa trovare un ambiente favorevole nel quale vi siano le precondizioni di base per diventare genitore.

L’Agenzia per la Coesione Sociale, della Provincia autonoma di Trento, con il supporto della Fondazione Demarchi e di altri partner, sta realizzando un progetto di ricerca con l’obiettivo di identificare interventi integrati, volti a sostenere e promuovere il benessere delle famiglie, la coesione sociale, i progetti di vita delle famiglie e la genitorialità. Perché la vera sfida non è convincere le persone a diventare genitori, ma costruire un mondo in cui chi lo desidera possa farlo.

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Autrice: Sabrina Berlanda