I Piani Giovani sono i soggetti del sistema delle politiche giovanili trentine che si occupano sia di contestualizzare efficacemente a livello locale le linee di indirizzo provinciali sia di alimentare e ri-orientare queste ultime in ragione delle istanze rilevate sui singoli territori. Il compito dei Piani Giovani è quindi quello di sviluppare costantemente le proprie strategie attuative in funzione di un’analisi costante di un contesto in continua evoluzione. Ma per riuscire a realizzare efficacemente tale intento è fondamentale inserire nel ciclo di funzionamento dei Piani Giovani una fase di valutazione che consenta di raccogliere tutti gli elementi essenziali per orientare i processi di miglioramento.
A partire dal 2017 Fondazione Franco Demarchi ha sviluppato e sperimentato un sistema di valutazione dei Piani Giovani applicato per la prima volta nel 2020. Fino ad oggi sono stati realizzati 6 cicli di valutazione annuale riferiti all’attività svolta dal 2019 al 2024.
Cosa fa il sistema di valutazione per favorire il miglioramento dei Piani Giovani?
I processi di valutazione restituiscono ai Piani Giovani e alla struttura provinciale competente in materia indicazioni sugli aspetti su cui è necessario investire maggiormente e le principali buone pratiche emergenti dalle autovalutazioni dei Piani Giovani.
L’analisi dei Piani Strategici dei Piani Giovani ha fatto emergere come uno degli obiettivi più ricorrenti fosse quello di favorire la conoscenza e la percezione del Piano Giovani come opportunità per i giovani e per il territorio, migliorare l’efficacia comunicativa del Piano e sviluppare la creazione di elementi identitari. Inoltre, nel 2019 il criterio che otteneva le valutazioni più basse da parte dei giovani coinvolti (per quanto comunque piuttosto elevate) era proprio la promozione del Piano Giovani. Questo dimostra come tale aspetto fosse un elemento critico fondamentale.
Ma quali sono stati gli effetti dell’inserimento di un sistema di valutazione dell’attività dei Piani Giovani?
La fase di restituzione delle evidenze emergenti dai processi valutativi ha stimolato i Piani Giovani a focalizzare i propri sforzi in chiave migliorativa sugli aspetti più critici, come la promozione del Piano, e ha promosso il dibattito tra Piani e la diffusione di buone pratiche.
La principale strategia adottata dai Piani Giovani è stata la condivisione tra Piani diversi di metodi, strumenti e risorse per la comunicazione e la promozione. Generalmente la scelta è stata quella di incaricare un/una giovane social media manager per lo sviluppo della grafica del materiale promozionale e per la gestione professionale e integrata dei profili social dei diversi Piani coinvolti. In alcuni casi tale iniziativa ha portato alla creazione di un team di comunicazione diffuso composto da giovani, che ha sviluppato un piano editoriale mensile condiviso, bilanciando promozione territoriale e visione d’insieme.
L’idea di fondo è quella di lasciare la governance della comunicazione ai giovani del territorio, per avvicinarsi ancor di più al loro linguaggio e ai loro interessi, promuovendo i Piani Giovani non solo come ricerca di progettualità, ma come opportunità di fare esperienze, anche lavorative.
Tra le strategie innovative di comunicazione e promozione del Piano che si sono diffuse maggiormente troviamo: l’organizzazione di challenge che permettessero di raccogliere e mettere a confronto differenti proposte di narrazione e valorizzazione del Piano Giovani come strumento a disposizione dei ragazzi per realizzare i propri sogni; la costituzione di una rubrica mensile relativa a tutte le iniziative dedicate ai giovani sul territorio di riferimento, che ha previsto l’attivazione di una rete di associazioni locali per segnalare eventi e proposte d’interesse da promuovere attraverso i vari canali ed infine, l’organizzazione di concorsi di idee per la realizzazione dei loghi dei Piani Giovani, attraverso il quale i giovani hanno potuto contribuire alla definizione di un’identità condivisa.
Articolo di Antonio Cristoforetti
