Quando un’emergenza sociale colpisce, la risposta deve essere rapida, coordinata e umana. Negli ultimi anni, l’Italia ha compiuto importanti passi avanti nel rafforzare i servizi a sostegno delle persone e delle famiglie in difficoltà. Tra questi, un ruolo sempre più centrale è ricoperto dal Pronto Intervento Sociale (PRINS). In questa edizione di FFD Magazine raccontiamo come è nato questo servizio in Trentino, quali risultati ha raggiunto nei primi 18 mesi di attività e quale contributo fondamentale ha portato la Fondazione Demarchi in termini di monitoraggio, formazione e valutazione.
LE ORIGINI DEL SERVIZIO
L’approvazione delle Linee Guida per l’applicazione del Piano per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà 2021-2023 ha stimolato la progettazione e sperimentazione o il potenziamento di servizi di Pronto Intervento Sociale sul territorio nazionale, attraverso il loro inserimento tra i nuovi Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS).
Conformemente a tali Linee Guida, la Provincia autonoma di Trento ha sviluppato il proprio modello di servizio di Pronto Intervento Sociale, denominato PRINS, e a luglio 2023 ha avviato la sua sperimentazione sul territorio provinciale, in collaborazione con i Comuni di Trento e Rovereto, con le cooperative Punto d’Approdo e Arianna e con la Fondazione Demarchi.
MONITORAGGIO E VALUTAZIONE DEI PRIMI 18 MESI
Fondazione Demarchi è membro della Cabina di regia del progetto di sviluppo di tale servizio innovativo, occupandosi di monitoraggio e valutazione e della programmazione e organizzazione dell’attività formativa dedicata agli operatori coinvolti.
Come riportato nel report di monitoraggio del servizio PRINS, durante i 18 mesi di sperimentazione esso ha raccolto 453 segnalazioni (una media di 0,8 segnalazioni al giorno); il 66% provenienti dalle Forze dell’ordine, il 30% dai Servizi sociali.
Più di 800 persone hanno beneficiato del servizio PRINS; in particolare minori soli (37%), nuclei familiari con figli minori in condizione di estrema emarginazione (23%) e donne vittime di violenza o abuso (17%).
Il comune dal quale è arrivato il maggior numero di segnalazioni è quello di Trento (73%), seguito da Riva del Garda (18%) e Rovereto (10%). Tuttavia, da molti altri comuni del territorio provinciale sono pervenute richieste di attivazione del servizio PRINS, che ha risposto sia con interventi in presenza (67% dei casi) sia offrendo supporto telefonico (33% dei casi).
Una volta ricevuta la segnalazione, a seguito di una prima valutazione dell’emergenza, gli operatori PRINS hanno attivato un collocamento temporaneo di messa in sicurezza nel 77% dei casi, prevalentemente presso strutture socioassistenziali (69%) o alberghiere (27%).
Il tempo medio per la messa in sicurezza è stato di 2,6 ore; la durata media della presa in carico da parte del PRINS è stata di 3,5 giorni, al termine della quale le persone sono state indirizzate ai Servizi sociali ordinari.
I risultati dell’attività di valutazione del servizio svolta dalla Fondazione hanno dimostrato che il PRINS ha semplificato il lavoro dei Servizi sociali, permettendo agli operatori di concentrarsi sulla progettazione dei percorsi individuali, senza dover interrompere l’attività ordinaria per gestire le emergenze.
LA MESSA A REGIME
Nel corso della sperimentazione il PRINS ha preso forma e si è consolidato sul territorio provinciale confermandosi come servizio utile e necessario in un’ottica integrativa con i Servizi sociali e si è distinto non solo in qualità di servizio di intervento, ma anche come prezioso osservatorio di monitoraggio dell’andamento dei fenomeni sociali che caratterizzano il nostro tempo.
A partire da gennaio 2025 il PRINS è stato affidato alla cooperativa Arianna ed è entrato a regime in qualità di servizio universalistico di secondo livello, attivo 24h/24 365 giorni l’anno, che interviene su segnalazione delle Forze dell’ordine o dei Servizi sociali, offrendo un supporto immediato e qualificato a tutte le persone presenti sul territorio provinciale, che si trovano in situazioni caratterizzate da elevata gravità e complessità, con impatto rilevante sulle condizioni della persona o del nucleo familiare, e dall’insorgenza improvvisa di bisogni acuti, transitori e non procrastinabili, che pongono la persona in una condizione di vulnerabilità.
PROSPETTIVE FUTURE
Il modello di Pronto Intervento Sociale sperimentato in Trentino si colloca in un panorama nazionale caratterizzato da una forte disomogeneità e frammentarietà di esperienze e modalità realizzative. Per favorire l’affermazione di tale strumento come Livello Essenziale è necessario il confronto e la condivisione di buone pratiche tra territori con esperienze differenti, seppur simili; pertanto, il progetto trentino è entrato a far parte della Rete nazionale di Pronto intervento sociale. In futuro, inoltre, la rete dei servizi entro cui si muove il PRINS potrebbe aprirsi anche verso l’Azienda sanitaria in ottica collaborativa e di integrazione sociale e sanitaria, così da offrire una risposta a 360 gradi ai bisogni delle persone o nuclei destinatari degli interventi.
Autori: Michela Casalini e Antonio Cristoforetti
