Giovani, Spazio Alpino e migrazioni.

Pubblicato il primo report del progetto europeo OUT4INGOV

Il report “Exploring Practices of Youth Participation in Marginal Areas: Strategic Orientation Towards Youth Migration Governance Models”, è ora online! Il documento costituisce il primo esito del progetto Giovani, Spazio Alpino e migrazioni. Pubblicato il primo report del progetto europeo OUT4INGOV europeo OUT4INGOV – New generation alpine OUT-migration Engagement FOR an INclusive GOVernance. Il progetto, realizzato nell’ambito del programma Interreg Spazio Alpino, coordinato dalla Provincia Autonoma di Trento, coinvolge oltre alla Fondazione Franco Demarchi, partner di altri 3 Paesi europei: Francia (Vesoul Urban Community e ALDA – European Association for Local Democracy), Austria  (CIPRA International Lab GmbH) e Slovenia (Regional Development Agency for Podravje – Maribor). 

OUT4INGOV si propone di generare innovazione nei modelli di governance della migrazione giovanile nelle aree alpine e marginali. 

Tra gli obiettivi principali figurano: 

  • rafforzare la partecipazione attiva dei e delle giovani nei processi decisionali locali e territoriali; 
  • favorire l’interazione tra mobilità giovanile e sviluppo territoriale, convertendo l’emigrazione in una risorsa e non solo in una perdita. 

Il documento contiene l’analisi di 31 esperienze mappate per comprendere lo stato dell’arte delle pratiche esistenti in termini di politiche, meccanismi e strumenti di governance per promuovere la partecipazione giovanile, lo sviluppo dei territori marginali e la circolazione delle persone e delle idee.  

Per quanto riguarda la partecipazione giovanile sono stati studiati consigli e consulte giovanili, quali ad esempio l’esperienza del Comune di Maribor, alcuni consigli giovanili internazionali, come il Mediterranean Youth Council, la realizzazioni di consultazioni pubbliche per raccogliere le visioni e i bisogni delle e dei giovani, come quella svolta dall’iniziativa Puglia ti vorrei, e attività di empowerment e advocacy come nel caso del progetto sviluppato a livello europeo The Future we Want. 

Tra le pratiche che promuovono lo sviluppo dei territori marginali, vi sono diversi esempi di progetti di innovazione sociale, come il progetto portoghese Rural Move in cui è stata creata una governance multilivello dalla dimensione locale a quella europea per promuovere creazione di comunità rurali più resilienti, rafforzandole e promuovendo la rigenerazione umana, economica e demografica dei territori rurali del Portogallo. Sono state analizzate inoltre alcune iniziative di capacity building per comunità e istituzioni locali, come quelle promosse nel territorio della regione Friuli Vezia Giulia, Percorsi Spericolati e TALENTI FVG Incentivi alle imprese per l’attrazione di giovani professionalità. 

In relazione alla circolazione di persone e idee sono stati approfonditi diversi modelli di reti che si propongono di creare relazioni tra persone, organizzazioni e istituzioni in un’ottica di solidarietà e cooperazione a livello individuale e di comunità e territoriali. Tra queste pratiche ricordiamo le iniziative presenti nella regione del Trentino Alto Adige, Mondo Trentino Village e Suedstern che si propongono di genere scambio e crescita tra persone emigrate provenienti dallo stesso territorio e di mantenere vivo e positivo il rapporto con la propria terra di origine. Vi sono poi reti europee che mettono in connessione persone provenienti da diversi paesi come la European Union Global Diaspora Facility  o meccanismi di scambio tra università di 9 differenti Paesi come il programma Forthem. Sono diverse le pratiche che sia in Francia che in Slovenia, ad esempio, sono state raccolte per il rientro di studenti universitari o post universitari dopo un’esperienza all’estero proprio nell’ottica di sostenere e valorizzare il protagonismo giovanile nei territori di origine. Queste pratiche forniscono spunti concreti sulle modalità con cui è possibile trasformare fenomeni migratori in leve di sviluppo, con un ruolo diretto per i e le giovani. 

Le pratiche analizzate confermano che non basta “coinvolgere” i e le giovani come destinatari: è essenziale dare loro ruoli reali nel processo decisionale, responsabilità concrete, autonomia e strumenti per intervenire. In molti casi, le iniziative più efficaci sono quelle in cui i e le giovani assumono leadership, co-progettano e monitorano i progetti stessi. Valorizzare il potenziale trasformativo della partecipazione giovanile è cruciale per il futuro dei territori. Per favorire il protagonismo giovanile è necessario un processo di accompagnamento ed empowerment che permetta alle giovani generazioni di agire con autonomia e responsabilità. Un elemento ricorrente, infatti, è la necessità di mentorship, ossia la presenza di figure adulte di supporto, facilitatori e intermediarie che accompagnino i e le giovani nei processi, offrendo formazione, guida, e collegamenti con le istituzioni. Senza questo sostegno, il rischio di abbandono o di scarso impatto è elevato. Tra le pratiche analizzate, molte sottolineano l’importanza di creare spazi inclusivi per ragazzi e ragazze marginalizzati, appartenenti a minoranze o con limitate opportunità attraverso l’uso di linguaggi inclusivi, flessibilità organizzativa e adattamento al contesto (tempi, luoghi e modalità) per rimuovere le barriere alla partecipazione. 

Un’ulteriore raccomandazione emersa dall’analisi riguarda la necessità che le azioni locali si inseriscano in strategie multilivello (locale, regionale, nazionale e transnazionale) e che vi sia un dialogo costante tra i diversi livelli di governo, sia in un’ottica di coerenza normativa e visione strategica, sia per la sostenibilità stessa delle iniziative. 

Dopo la mappatura e l’analisi delle pratiche, il progetto passa ora alla fase di realizzazione e sperimentazione di tre prototipi: 

  • Un organo consultivo giovanile permanente, che supporti le decisioni politiche locali e promuova la partecipazione giovanile strutturata che verrà sviluppato presso il territorio di Maribor in Slovenia.  
  • Un network composto da giovani emigrati e giovani che abitano i loro territori di orgine, per favorire lo scambio di esperienze e visioni sui percorsi di crescita sia individuali che dei territori in un’ottica di attivazione e progettazione condivisa. Questo prototipo sarà sperimentato nel territorio trentino con particolare riferimento alla Comunità della Val di Cembra. 
  • Un Osservatorio delle migrazioni giovanili, con indicatori, modalità operative e strumenti di monitoraggio e valutazione per seguire le dinamiche territoriali e proporre politiche responsive che verrà implementato presso il territorio di Vesoul in Francia.