Entrare nella dimensione della cura non è una semplice opzione per l’essere umano ma rappresenta un aspetto costitutivo e fondamentale del vivere che implica occuparsi di sé, degli altri e delle cose. Dell’essere umano si può affermare che «è quello che fa e di cui si cura» (Heidegger). O ancora «L’essere umano ha bisogno di essere preso in cura, ma nello stesso tempo di prendersi cura (L. Mortari).

Se la cura è prioritaria per l’uomo e addirittura definisce il suo essere perché le figure che si occupano degli aspetti più concreti della cura godono di uno scarso riconoscimento sociale, politico ed economico? Molto del lavoro che prevede mansioni di cura nel contesto di vita come l’accudimento verso gli anziani, i disabili, i fragili, gli ambienti domestici, non è infatti valorizzato e tanto meno retribuito, oppure quando professionalizzato è scarsamente remunerato e relegato ai livelli più bassi rispetto a lavori “importanti”.

La cura delle persone nei suoi aspetti più concreti e “casalinghi” viene considerata poco pregiata, socialmente ed economicamente. E non è un caso che questo tipo di mansioni e il carico di cura, siano prevalentemente appannaggio delle donne, della loro sapienza e dedizione che culturalmente viene relegata a ruoli marginali, sottovalutata e anche quando rientra in competenze professionali, poco retribuita. Questa criticità è accresciuta dal fatto che la cura avviene in casa (non a caso definita “il regno delle donne”). E proprio per il contesto in cui viene svolta la cura essa viene confusa con gli ordinari compiti casalinghi tradizionalmente appartenenti al ruolo femminile.

Questo spiega perché siamo disposti e abituati a spendere cifre alte, ad esempio, per prenderci cura dei nostri affari (ricorrendo a professionisti quali avvocati, commercialisti, ecc.) e ci sorprendiamo quando per affidare i nostri familiari all’assistenza di estranei dobbiamo pagare cifre ben più contenute.

Eppure, il lavoro di cura è qualcosa di complesso che implica il possesso di competenze elevate date dalla connessione tra fare materiale e saper stare in relazione, tra l’essere e l’agire. Implica gestire l’altro e contemporaneamente fare i conti con il senso di impotenza che quotidianamente si sperimenta nel rapporto con la malattia, la fragilità. Implica la capacità di gestire l’imprevisto, di cogliere le priorità avendo in mente il quadro complessivo. Significa trovare un equilibrio tra cura e umanità, tra libertà e sicurezza in un contesto – quello casalingo – che, da un lato facilita e dall’altro ostacola questi aspetti.

È necessario quindi un cambiamento culturale e di prospettiva per superare questa millenaria sottovalutazione di chi presta lavoro di cura. Dare valore a queste persone vuol dire riconoscere l’importanza della preparazione, dell’aggiornamento di queste figure e anche del loro benessere. Essendo consapevoli che il modo in cui la società tratta le persone più fragili (e, potremmo aggiungere, chi si occupa materialmente di loro) esprime il grado della sua evoluzione.

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La Fondazione Demarchi si occupa da tempo proprio di chi cura a casa, siano Caregiver familiari, assistenti familiari o operatrici/ori per l’assistenza a domicilio. Dall’esperienza maturata emerge forte la solitudine di queste persone nel portare avanti il loro ruolo: difficilmente hanno luoghi e spazi dove poter condividere e rielaborare le loro esperienze ma anche per confrontarsi e ricaricare le energie spese per la cura. L’obiettivo diretto delle attività proposte è quello di valorizzare e preparare queste persone attraverso formazione teorica e laboratoriale, riconoscimento di competenze e rielaborazione delle esperienze.

L’obiettivo indiretto è quello di dare loro parola aumentando, prima di tutto in loro stesse, la consapevolezza dell’importanza cruciale del proprio ruolo e valore in una società dove sempre più sarà necessaria un’assistenza individualizzata e domiciliare.

In questa direzione le nostre proposte sono:

– CuraInsieme che dal 2019 prevede azioni di sensibilizzazione, formazione, accompagnamento per Caregiver familiari di persona anziane

– Formazione continua per assistenti familiari iscritti all’albo provinciale

– Formazione e il riconoscimento delle competenze per Operatrici/ori per l’assistenza a domicilio che lavorano in cooperative da almeno un anno.

Per maggiori informazioni, visita CuraInsieme, Assistenti familiari, OAD.

Autrice: Daniela Drago