Un tempo mandavano in Italia aiuti economici alle proprie famiglie, le rimesse, per aiutare chi restava nella terra d’origine ad affrontare la crisi. Oggi, i giovani migranti mandano piuttosto delle proprie fotografie da telefoni cellulari di ultima generazione, magari scattate dall’alto del proprio ufficio all’estero. È cambiato tutto?

VIA DAL TRENTINO: UN FENOMENO, DUE NARRATIVE

Sono due le narrative principali che cercano di raccontare il fenomeno dell’emigrazione giovanile.

La prima vede la mobilità come fenomeno naturale e volontario, legato all’idea che le nuove generazioni, abituate fin dall’infanzia a viaggiare e a muoversi, siano caratterizzate da un’identità internazionale e plurilingue. La mobilità è un fenomeno in questo caso auspicato, in quanto rappresenta un’occasione per confrontarsi con culture diverse, per vivere un’esperienza arricchente per il proprio bagaglio personale, culturale e occupazionale, da poter reinvestire quando si rientra in Italia (Bucci, Giuliano, Falanga e Giornetti, 2020; Giardiello e Capobianco, 2021).

La mobilità giovanile può però essere vista anche come una scelta obbligata e necessaria per cercare di dare una risposta al problema della disoccupazione. In quest’ottica assume il senso di una perdita e produce rabbia nei confronti di una Patria che non è in grado di valorizzare le proprie risorse (Bucci, Giuliano, Falanga e Giornetti, 2020).

I NUMERI DEI TRENTINI MIGRANTI

Dai dati riportati nel report “Il fenomeno delle nuove mobilità in numeri: il caso trentino” (Ispat, 2024) emerge che i/le cittadini italiani, con un’età tra i 18 e i 34 anni, che hanno lasciato il Trentino per trasferirsi all’estero, tra il 2009 e il 2022, sono 5.278. Questo numero corrisponde a circa il 2% della popolazione italiana tra i 18 e i 34 anni presente sul territorio della nostra Provincia. Se ci si sofferma ad osservare i dati degli ultimi 10 anni, si nota che più della metà delle persone con cittadinanza italiana che hanno lasciato il Trentino ha tra i 18 e i 39 anni.

Assistiamo sempre più all’affermarsi di una cittadinanza europea. L’Europa ha infatti accolto il 71,4% di chi ha lasciato l’Italia nel 2023 (Fondazione Migrantes, 2024). La scelta di questa destinazione può essere legata alla vicinanza geografica, alla possibilità di fare ritorno in Italia in tempi brevi a costi contenuti e alla maggiore facilità nella circolazione e nell’espletamento degli aspetti amministrativi (Fondazione Nord-Est 2024).

HOTSPOTS DI PARTENZA DAL TRENTINO

Per avere una fotografia significativa del fenomeno è opportuno parametrare il numero di chi espatria alla grandezza del territorio e alla ampiezza della comunità che si lascia. In termini socio-demografici, la perdita impatta maggiormente laddove la comunità di partenza è ridotta (Licata, 2023).

Nel periodo 2019-2022 la Comunità di Primiero ha visto emigrare all’estero 58 cittadini italiani tra i 18 e i 34 anni, pari al 3,6% della popolazione totale nella fascia d’età di riferimento, partiti, in particolare, da Canal San Bovo, Sagron Mis e Imer.

Valori superiori o vicini alla media provinciale, che si assesta al 2,6%, si registrano anche nel Territorio Val d’Adige (3,5%), nella Comunità Alto Garda e Ledro (2,8%), nella Comunità della Vallagarina (2,6%), nella Comunità della Valle di Cembra (2,6%) e nella Comunità Rotaliana – Königsberg (2,5%).

Se ci si sofferma ad analizzare i dati della Fondazione Migrantes (2023) rispetto ai Comuni in cui si registra il maggior numero di partenze si può notare che tre appartengono alla Comunità della Vallagarina, (Vallarsa, Besenello e Nomi) e due alla Comunità della Valle di Cembra (Albiano e Cembra-Lisignago). Nell’elenco appaiono inoltre ben dieci Comuni che appartengono al territorio della Comunità Valsugana e Tesino: Samone, Novaledo, Ronchi Valsugana, Roncegno Terme, Ospedaletto, Castelnuovo, Torcegno, Grigno, Castel Ivano e Telve di Sopra.

PROGETTI DI RICERCA DI FONDAZIONE FRANCO DEMARCHI

La Fondazione Franco Demarchi sta conducendo due ricerche sulla mobilità transnazionale giovanile.

La prima ricerca è un progetto europeo del tipo Interreg Alpine Space e dal titolo OUT4INGOV. Il progetto mira a innovare le politiche di accompagnamento della migrazione giovanile e a sostenere la coesione territoriale nell’area alpina, identificando e sviluppando modelli e strumenti di governance condivisi.

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La seconda ricerca “Orizzonti Globali, Radici Locali” mira ad approfondire il tema mediante l’intreccio tra dati statistici e l’esperienza vissuta in prima persona da alcuni protagonisti.

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Autrice: Sabrina Berlanda