Le proposte formative sono finalizzate all’acquisizione di un attestato di qualifica professionale: 

Corso per operatore socio sanitario (Oss)

Progetto presente dal 2000 al 2017

Normativa di riferimento

A partire dall’autunno del 2000, su delibera della Giunta provinciale di Trento n. 1643 del 30/06/2000, e in seguito dell’Accordo Stato/Regioni e Province autonome del 22 febbraio 2001, recepito con Legge n. 1 dell’8/01/2002, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 402 del 12/11/2001, in materia di disposizioni urgenti in materia di personale sanitario”, viene attivato il corso di formazione per operatore socio-sanitario, quale figura integrata dell’operatore tecnico addetto all’assistenza ota e dell’operatore socio-assistenziale osa.

Si tratta di un profilo professionale nato dall’esigenza di formare, a livello provinciale, personale di assistenza preparato ad operare nei vari servizi di cura ed assistenza, in grado quindi di intervenire sia in ambito sanitario che socio-assitenziale.

Competenze dell’OSS

All’operatore socio-sanitario è richiesta l’acquisizione di un insieme di competenze, cioè la capacità di utilizzare i risultati dell’apprendimento in situazione di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale. Il profilo di competenza individua le seguenti aree:

  • Interventi di assistenza diretta alla persona
  • Interventi di assistenza alla persona di specifico carattere sanitario
  • Interventi di relazione con la persona assistita, la famiglia e l’équipe
  • Interventi di confort, di igiene e di sicurezza nell’intervento sugli ambienti di vita, assistenziali e di cura dell’assistito
  • Interventi di organizzazione, verifica delle proprie attività nell’ambito della pianificazione del lavoro e d’integrazione con altri operatori e servizi

 Il percorso formativo ne persegue il raggiungimento attraverso:

  • L’alternanza tra blocchi teorici/di laboratorio e pratici di tirocinio, momenti fondamentali per mobilitare negli studenti le energie necessarie per il cambiamento, cioè l’apprendimento complesso e la modifica dei delicati modelli di rapporto interpersonale.
  • L’utilizzo durante il biennio di metodologie didattiche attive come i casi, i laboratori, i laboratori di espressione e comunicazione, il cineforum, che danno la possibilità di creare una situazione di esperienza nella stessa situazione didattica e di riflessione.
  • La riflessione strutturata in piccolo gruppo guidato da un tutor prima e dopo l’esperienza di tirocinio che aiutano gli studenti a dare significato ai propri apprendimenti attraverso l’espressione delle dimensioni cognitive ed emotive che hanno caratterizzato l’esperienza.
  • L’utilizzo di strumenti come l’autovalutazione, l’analisi di un evento critico e il confronto con il tutor e il supervisore che aiutano l’adulto in formazione a stimolare la riflessione e a prendere consapevolezza rispetto al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
  • La riflessione individuale attraverso il counselling.

Settori d’intervento

L’operatore socio-sanitario svolge la sua attività sia nel settore sociale che in quello sanitario, nei servizi di tipo socio-assistenziale e socio-sanitario, residenziali o semi-residenziali, in ambiente ospedaliero o a domicilio delle persone da assistere che possono essere anziani, minori, persone con handicap fisico o psichico, in stato di disagio sociale o di emarginazione, persone con problemi di salute in fase acuta, cronica, terminale.

Percorso formativo

Il percorso formativo ha una durata complessiva di 1400 ore, ripartite in 700 ore di attività didattica teorica e 700 ore di tirocinio, che prevede esperienze nei servizi di tipo socio-assistenziale e socio-sanitario, residenziale e semi-residenziale e in ambiente ospedaliero, finalizzate al raggiungimento di obiettivi.

Il rapporto relazionale e organizzativo con gli enti di tirocinio permette l’integrazione e l’interscambio tra il mondo della formazione e del lavoro e favorisce il matching tra i bisogni espressi dal mercato del lavoro e le opportunità di formazione.

A conclusione del percorso formativo, lo studente dovrà sostenere una prova teorico-pratica.

Frequenza e accesso

Il corso prevede l’obbligo della frequenza. Non saranno ammessi alle prove di valutazione finale coloro con un numero di assenze superiore al 10% del monte ore complessivo.

Le modalità d’accesso e di frequenza al Corso Oss si differenziano per gli Osa, gli Ota, per gli Ausiliari e per i cittadini stranieri con titolo di infermiere non riconosciuto.

All’atto dell’ammissione al corso è possibile chiedere il riconoscimento di crediti formativi, mediante la presentazione di una dettagliata documentazione delle attività didattiche svolte e del relativo profitto rilasciata dalla struttura formativa precedentemente frequentata.

Per conoscere modalità e tempi d’iscrizione ed avere ulteriori informazioni è possibile contattare le sedi di svolgimento del Corso Oss.

Corsi di formazione continua per gli operatori sociali dei servizi assistenziali socio-sanitari

Formazione per supervisori di tirocinio

Progetto presente dal 2000 al 2017

Il tirocinio previsto dal corso ha lo scopo di far conseguire competenze previste dal profilo per operatore socio-sanitario attraverso l’esperienza diretta nei servizi e sulla base delle conoscenze e capacità acquisite durante il percorso teorico. Il focus principale degli studenti durante il tirocinio è l’apprendere e non solo il fare, pertanto le attività affidate devono avere un valore educativo. Le finalità del tirocinio sono quelle di sviluppare competenze professionali, di sviluppare l’identità e l’appartenenza professionale e di promuovere la socializzazione anticipatoria al lavoro attraverso il contatto con i diversi contesti organizzativi. Il tirocinio è una pratica supervisionata che non si propone di controllare lo studente ma di svilupparne la responsabilità attraverso un sostegno mirato e attento. Durante il tirocinio lo studente riceve valutazioni formative sui progressi sia attraverso colloqui che con schede. È garantito allo studente tempo per apprendere e feedback formativo prima di procedere alla valutazione.
Il supervisore ha il ruolo di favorire l’accoglienza e l’inserimento dello studente, di selezionare le attività da sperimentare, stimolare i collegamenti tra la teoria e la pratica, far riflettere sugli errori e offrire la possibilità di un confronto.
Questi interventi formativi mirano a fornire e rafforzare l’accoglienza, l’accompagnamento, la supervisione, la valutazione, ecc… dell’operatore-supervisore di tirocinio nell’ambito del Corso Oss.

Corso per educatore nei nidi d’infanzia e nei servizi integrativi – 1000 ore

Progettazione e gestione dal 2001 al 2014

Normativa di riferimento

In provincia di Trento l’attestato di qualifica di “Educatore nei nidi d’infanzia e nei servizi integrativi” viene rilasciato dalla struttura provinciale competente in materia di formazione professionale. Dall’anno 2001 ad oggi l’Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale, ora Fondazione Franco Demarchi, su affidamento della Provincia Autonoma di Trento e con il co-finanziamento del Fondo Sociale Europeo, ha gestito con continuità i percorsi formativi della durata di 1000 ore previsti dalla Delibera della Giunta Provinciale n. 1891 di data 01.08.2003.

La delibera di cui sopra sancisce infatti che i requisiti di accesso del personale educativo ai servizi socio-educativi provinciali per la prima infanzia siano un diploma di scuola media superiore nei seguenti indirizzi:

a) Diploma quinquennale rilasciato dal liceo socio-psicopedagogico o titoli equipollenti

b) Diploma quinquennale di tecnico di servizi sociali

c) Diploma quinquennale di assistente di comunità infantile

d) Diploma quinquennale di dirigente di comunità

e) Diploma quinquennale rilasciato dal liceo delle scienze sociali

f) Diploma quinquennale rilasciato dal liceo sociale e della comunicazione

corredato da un corso di formazione professionale di almeno 1000 ore per il conseguimento della qualifica di “Educatore nei nidi d’infanzia e nei servizi integrativi” o di altre qualifiche equipollenti.

Figura professionale e competenze obiettivo

L’educatore d’infanzia ricopre ruoli educativi o di coordinamento nei nidi e nei servizi integrativi al nido, concorrendo con la famiglia alla crescita di bambine e bambini di età compresa tra 3 mesi e 3 anni, nella prospettiva del loro benessere psico-fisico, cognitivo, affettivo e sociale.

Il percorso si articola in 720 ore di aula, laboratorio e viaggi di studio, 280 ore di tirocinio, un percorso individuale di supporto formativo e un percorso individuale di formazione individualizzata.

Le competenze obiettivo previste dal percorso sono le seguenti.

Unità di competenza A: competenza pedagogico-educativa

Rispondere ai bisogni del bambino e della famiglia nel rispetto delle scelte psicopedagogiche adottate dal servizio per garantire il benessere del bambino e il sostegno alla famiglia.

Unità di competenza B: competenza metodologica

Collaborare con il gruppo di lavoro nella progettazione di interventi educativi per favorire lo sviluppo del bambino.

Unità di competenza C: competenza relazionale

Instaurare relazioni costruttive con i diversi attori presenti nel contesto educativo attraverso le proprie caratteristiche personali per creare un clima facilitante.

Unità di competenza D: competenza organizzativa

Collaborare al funzionamento dei processi organizzativi, al fine di perseguire gli obiettivi del servizio educativo.

Unità di competenza E: competenza normativo-istituzionale

Soddisfare i vincoli normativi del sistema dei servizi socio educativi e delle istituzioni presenti sul territorio per sostenere il ruolo sociale del nido.

Metodologie formative

Competenza di riferimento A: pedagogico-educativa

Metodologie: lezioni, discussioni sui modelli teorici, visione di video, studio di casi, simulazioni sui momenti di vita al nido, esercitazioni in sottogruppo, discussioni in grande gruppo, studio di casi visti in tirocinio, studio di casi visti in tirocinio, laboratori di sperimentazione, laboratori di sperimentazione, simulazioni con manichini pediatrici, testimonianze di operatori esperti.

Competenza di riferimento B: metodologica

Metodologie: lezioni, esercitazioni in piccoli gruppi, studio di casi, discussioni in grande gruppo, studio di casi visti in tirocinio, esercitazioni in sottogruppo, visione di video e fotografie, visite a servizi, discussioni in grande gruppo.

Competenza di riferimento C: relazionale

Metodologie: confronto tra esperienze, metodologie che stimolino la riflessività, approcci autobiografici, discussioni in grande gruppo, esercitazioni in piccoli gruppi o in coppie, lezioni, coaching di gruppo, utilizzo di feedback, studio di casi visti in tirocinio.

Competenza di riferimento D: organizzativa

Metodologie: lezioni, esercitazioni in piccoli gruppi, visite a servizi, testimonianze di operatori esperti, discussioni in grande gruppo, visione di materiale fotografico, esercitazioni pratiche, esercitazioni pratiche, simulazione di colloqui di lavoro, utilizzo di feedback. 

Competenza di riferimento E: normativo-istituzionale

Metodologie: lezioni frontali, testimonianze di operatori esperti, discussione in grande gruppo, testimonianze di operatori esperti, visite a servizi, esercitazioni a piccoli gruppi. 

Attività individualizzate

Il supporto all’apprendimento

Nella professione educativa va presidiata l’area delle competenze relazionali. Il supporto formativo è pensato per raggiungere una maggior consapevolezza di sé e per analizzare i propri vissuti in relazione al ruolo professionale. Se le competenze tecniche trovano nell’apprendimento di gruppo una collocazione ideale, per le competenze legate al ruolo professionale sono necessarie azioni di consulenza al ruolo individualizzata.

L’obiettivo generale è di osservare le attività professionali con uno sguardo di metaprospettiva e di riflessione sulla quotidianità del lavoro, promuovendo l’apprendimento derivato dalla pratica del tirocinio.

Gli obiettivi specifici:

  • Distinguere la biografia personale dal ruolo professionale
  • Collocare l’immagine di sé all’interno del ruolo
  • Comprendere le modalità relazionali attivate con adulti e bambini
  • Riflettere sulla discrepanza tra aspettative e realtà rispetto al tirocinio.

La formazione individualizzata

Nel percorso è prevista l’attività di formazione individualizzata, orientata all’approfondimento di contenuti teorici a seconda della necessità singola del partecipante per agevolare il processo di apprendimento nel partecipante. Lo strumento attraverso cui verrà condotta saranno colloqui individuali con rapporto one to one con i docenti di diverse unità formative. Gli approfondimenti potranno essere relativi ai contenuti teorici o a risorse e criticità dell’allievo nel percorso. La formazione individualizzata servirà anche al tutor d’aula per condurre colloqui individuali e dare agli allievi feedback sulle osservazioni emerse negli incontri di coordinamento.

 Viaggi di studio

Ad inizio corso, per capire quali sono i contesti di riferimento, vengono effettuate 18 ore di visite in provincia per conoscere nidi di grandi e piccole dimensioni, nidi di vecchia e nuova concezione architettonica e per conoscere le principali tipologie di servizi integrativi.

A metà percorso, per confrontarsi con modelli di eccellenza dal punto di vista pedagogico e sociale, vengono effettuate 12 ore di visite nei nidi e nelle Aree Bambini del Comune di Pistoia.

Verso la fine del percorso, per conoscere modelli culturalmente e pedagogicamente diversi, vengono effettuate 12 ore di visite presso servizi per la prima infanzia esteri (Barcellona e San Cugat – Spagna; Berlino, Amburgo e Monaco – Germania; Stoccolma e Norrkoping – Svezia; Copenaghen – Danimarca; Budapest – Ungheria)

Destinatari

L’intervento è rivolto a 20 persone in età lavorativa in possesso di diploma superiore a indirizzo socio-educativo come da Delibera della Giunta Provinciale n.1891 del 01.08.2003.

Partner di progetto

Il progetto conta su una rete di partner consolidata nel tempo.

I partner assicurano, a vario titolo:

  • La costruzione sinergica delle unità di competenza
  • Le docenze soprattutto da parte dei coordinatori pedagogici dei servizi
  • L’accoglienza di tirocini
  • La possibilità di visitare servizi educativi di eccellenza
  • La valutazione dei risultati del progetto in termini di impatto sociale
  • L’agevole transizione tra formazione e lavoro.

Corso per educatore nei nidi di infanzia e nei servizi integrativi – 300 ore 

Progettazione e gestione anno 2013 – 2014

Normativa di riferimento

La Delibera della Giunta Provinciale n. 1781 del 27.08.2012 avente ad oggetto “Legge provinciale 12 marzo 2002, n. 4 e s.m.i. “Nuovo ordinamento dei servizi socio-educativi per la prima infanzia”, articolo 8 in materia di requisiti per lo svolgimento dei servizi. Ulteriore modificazione della Delibera della Giunta Provinciale n. 1891 del 01.08.2003, da ultimo modificata con Delibera della Giunta Provinciale n. 2204 del 29.08.2008, inerente l’approvazione dei requisiti strutturali e organizzativi, dei criteri e delle modalità per la realizzazione e per il funzionamento dei servizi, nonché delle procedure per l’iscrizione all’albo provinciale dei soggetti di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 7 della Legge Provinciale n. 4 del 12.03.2002”, introduce la possibilità straordinaria di regolarizzare chi lavora nei servizi pubblici di nido d’infanzia con il solo diploma di scuola superiore. A tale personale viene data l’opportunità di conseguire la qualifica professionale di educatore nei nidi d’infanzia e nei servizi integrativi a conclusione di un corso di formazione professionale specificatamente organizzato della durata massima di 300 ore, purchè lo stesso abbia maturato, negli ultimi 4 anni, una significativa esperienza professionale di almeno 22 mesi anche in maniera non continuativa, non computando periodi inferiori ai 3 mesi ovvero ai 90 giorni nei nidi d’infanzia di sistema, ovvero nei nidi aventi titolarità pubblica di cui alla Legge Provinciale n. 4 del 12.03.2002 e s.m.i.

Nell’anno 2013/2014 l’Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale, ora Fondazione Franco Demarchi, su affidamento della Provincia Autonoma di Trento e con il co-finanziamento del Fondo Sociale Europeo, ha gestito il percorso formativo di 300 ore sopracitato al fine del rilascio della qualifica di “Educatore nei nidi d’infanzia e nei servizi integrativi”.

Figura professionale e competenze obiettivo

L’educatore d’infanzia ricopre ruoli educativi o di coordinamento nei nidi e nei servizi integrativi al nido, concorrendo con la famiglia alla crescita di bambine e bambini di età compresa tra 3 mesi e 3 anni, nella prospettiva del loro benessere psico-fisico, cognitivo, affettivo e sociale.

Il percorso si articola in 300 ore di aula, laboratorio e viaggi di studio, un percorso individuale di supporto formativo e un percorso individuale di formazione individualizzata.

Le competenze obiettivo previste dal percorso sono le seguenti. 

Unità di competenza A: competenza pedagogico-educativa

Rispondere ai bisogni del bambino e della famiglia nel rispetto delle scelte psicopedagogiche adottate dal servizio per garantire il benessere del bambino e il sostegno alla famiglia

unità di competenza B: competenza metodologica

Collaborare con il gruppo di lavoro nella progettazione di interventi educativi per favorire lo sviluppo del bambino

Unità di competenza C: competenza relazionale

Instaurare relazioni costruttive con i diversi attori presenti nel contesto educativo attraverso le proprie caratteristiche personali per creare un clima facilitante

Unità di competenza D: competenza organizzativa

Collaborare al funzionamento dei processi organizzativi, al fine di perseguire gli obiettivi del servizio educativo

Unità di competenza E: competenza normativo-istituzionale

Soddisfare i vincoli normativi del sistema dei servizi socio educativi e delle istituzioni presenti sul territorio per sostenere il ruolo sociale del nido

Metodologie formative

Competenza di riferimento: pedagogico-educativa

Metodologie: lezioni, discussioni modelli teorici, visione video, autocasi, esercitazioni in sottogruppo, simulazioni sui momenti di vita al nido, metodologie che stimolino la riflessività, discussioni in grande gruppo, visite a servizi d’eccellenza, testimonianze di operatori esperti, ricerca d’aula, esercitazioni pratiche

Competenza di riferimento: metodologica

Metodologie: lezioni, esercitazioni in piccoli gruppi, ricerca d’aula, discussioni in grande gruppo, autocasi, esercitazioni pratiche, visione video e fotografie

Competenza di riferimento: relazionale

Metodologie: confronto tra esperienze, metodologie che stimolino la riflessività, approcci autobiografici, discussioni in grande gruppo, esercitazioni in piccoli gruppi o in coppie, lezioni, esercitazioni in piccoli gruppi, esercitazioni psicosociali, coaching di gruppo, utilizzo di feedback, visione di video, esercitazioni pratiche

Competenza di riferimento: organizzativa

Metodologie: lezioni, esercitazioni in piccoli gruppi, autocasi, discussioni in grande gruppo, materiale fotografico, esercitazioni pratiche

Competenza di riferimento: normativo-istituzionale

Metodologie: lezioni frontali, testimonianze di operatori esperti, discussione in grande gruppo, visite a servizi, esercitazioni a piccoli gruppi

Attività individualizzate

Il supporto all’apprendimento

Si attiveranno azioni individualizzate per la crescita personale e professionale, parallele e integrate all’attività formativa.

Il supporto formativo è stato pensato in questo percorso nell’ottica di supporto e di accompagnamento al cambiamento. La formazione offre occasioni di apprendimento che, se sostenute da consapevolezza, possono modificare i saperi precedenti. Le persone con esperienza professionale apprendono in relazione all’esercizio del proprio ruolo professionale e la formazione può mettere in discussione la percezione del ruolo stesso, dell’identità lavorativa, del proprio rapporto con le attività operative. 

La modifica delle connessioni logiche secondo cui venivano precedentemente organizzate le rappresentazioni mentali e le concezioni sulla base della propria esperienza, innescano un processo delicato e complesso. 

Il supporto formativo s’innesta proprio con l’obiettivo di sorreggere gli allievi e stimolare la loro intelligenza emotiva, le risorse interne e gli elementi che emergono in relazione al cambiamento, in quanto le esperienze vissute in ambito formativo hanno carattere di discontinuità con l’esperienza lavorativa. L’azione di supporto offre la possibilità ai partecipanti di attivare un processo di ri-posizionamento professionale.

Gli obiettivi specifici saranno:

  • Riflettere sulla discrepanza tra esperienza formativa e realtà lavorativa
  • Stimolare l’intelligenza emotiva in relazione al cambiamento
  • Trovare una collocazione professionale coerente con sé stessi
  • Sostenere la motivazione ad apprendere.

La formazione individualizzata

Nel percorso è prevista l’attività di formazione individualizzata, orientata nella prima fase ad una verifica individuale delle competenze in ingresso possedute dai corsisti per allineare le conoscenze, le abilità e le competenze già acquisite e per valorizzare le loro esperienze. La formazione individualizzata sarà inoltre utilizzata per sostenere la realizzazione di un project work individuale che potrà essere concordato e sperimentato nelle realtà lavorative di appartenenza. Questa attività darà la possibilità agli allievi di autovalutare le proprie competenze con il supporto di docenti esperti.

Destinatari

L’intervento è rivolto a 20 persone in età lavorativa in possesso di diploma superiore a indirizzo socio-educativo come da Delibera della Giunta Provinciale n. 1891 del 01.08.2003 e che abbiano maturato un’esperienza professionale di almeno 22 mesi nei nidi di infanzia di sistema come da Delibera della Giunta Provinciale n. 1781 del 27.08.2012.

Partner di progetto

Il progetto conta su una rete di partner consolidata nel tempo.

I partner assicurano, a vario titolo:

  • Condivisione delle linee progettuali e delle unità di competenza
  • Progettazione integrata del percorso con la formazione successiva on the job
  • Docenze nelle unità formative, soprattutto da parte dei coordinatori pedagogici dei servizi educativi
  • Accoglienza per le visite di studio, provinciali e nazionali
  • Committenze reali da proporre ai partecipanti come project work formativi.

La collaborazione con i partner diventa fondamentale per valutare i cambiamenti che auspichiamo avvengano nelle professionalità dei partecipanti e le loro ricadute nei servizi di appartenenza.

PasparTu: la capacità di aspirare come ponte per le pari opportunità

Il progetto si svolge nel 2014

Con il contributo finanziario della Provincia Autonoma di Trento, la Fondazione Franco Demarchi ha organizzato un percorso formativo denominato “PasparTu: la capacità di aspirare come ponte per le pari opportunità”, che vede il coinvolgimento diretto del Servizio Attività Sociali del Comune di Trento.

L’iniziativa proposta ha una durata di 15 mesi e si rivolge prevalentemente a 12 giovani donne riconosciute dalla Legge 68/99 (nella tipologia di inserimento lavorativo di percorso formativo propedeutico al collocamento mirato) o giovani madri che vivono sia in strutture residenziali che non, che accedono al Servizio Attività Sociali maggiormente in difficoltà nella ricerca di un lavoro e quindi risultano più esposte all’esclusione lavorativa e sociale. Il progetto si pone l’obiettivo di sviluppare per queste donne un percorso di orientamento individualizzato. Ma l’iniziativa, attraverso momenti di scambio di esperienze, raccolta di testimonianze, coinvolge anche direttamente il Servizio Attività Sociali nell’ottica di migliorare gli strumenti a disposizione e creare sinergie e modalità di lavoro condivise tra tutti i soggetti presenti oltre che promuovere la parità di genere rafforzando le donne anche su specifiche tematiche nel loro percorso di re/inserimento lavorativo.

L’iniziativa si è così articolata:

  • focus group con equipe dei poli sociali del comune o altri operatori di case di accoglienza o comunità nelle quali le donne possono essere inserite;
  • 7 incontri formativi di 4 ore ciascuno (laboratori per lo sviluppo di competenze legate all’empowerment gestiti da coach, incontri per sperimentarsi nella ricerca attiva del lavoro);
  • 3 incontri di informatica di 4 ore con le partecipanti individuate (per fornire le competenze di base relative all’utilizzo delle tecnologie informatiche e all’uso del computer per raccogliere e trattare informazioni utili alla ricerca attiva del lavoro);
  • 3 colloqui di orientamento individuale di 1 ora ciascuno;
  • 1 incontro di gruppo di follow up di 4 ore
  • 80 ore di stage esplorativo con la finalità di far esplorare alle discenti il contesto lavorativo e le proprie reazioni (emotive, cognitive, relazionali, di ruolo) all’incontro con esso  
  • 1 incontro finale di 6 ore pensata come giornata laboratoriale aperta nel quale saranno coinvolte le assistenti sociale, gli educatori e i vari operatori del territorio e nel quale sarà prevista la testimonianza delle partecipanti al percorso formativo.

Leg – Lavoro e Giovani: empowerment per giovani donne che desiderano essere attive nel mondo del lavoro

Il progetto si svolge 2013

Con il contributo finanziario della Provincia Autonoma di Trento, l’Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale ha organizzato il percorso formativo denominato “Lavoro e Giovani: empowerment per giovani donne che desiderano essere attive nel mondo del lavoro”.

L’iniziativa si è rivolta a 12 donne under 29, disoccupate o inoccupate, residenti in provincia di Trento, desiderose d’inserirsi per la prima volta o reinserirsi nel mondo del lavoro e sentono la necessità di un supporto per costruire il proprio percorso professionale.

Articolazione dell’iniziativa:

  • 7 incontri di gruppo, di 2 o 4 ore ciascuno condotti da coach, formatori esperti e testimoni privilegiati
  • 1 colloquio di orientamento individuale di 1,5 ore con un consulente esperto
  • 3 incontri monotematici “Caffè delle donne”.

L’iniziativa si è svolta dall’1 ottobre al 29 novembre 2013, con un impegno di una o due mezze giornate alla settimana.

Dei – Donne e imprese: acquisire consapevolezza per orientarsi nella ricerca del lavoro

Il progetto si svolge nel 2012

Con il contributo finanziario della Provincia Autonoma di Trento, l’Istituto Regionale di Studi e Ricerca Sociale organizza il percorso formativo denominato “Donne e imprese: acquisire consapevolezza per orientarsi nella ricerca del lavoro”.

L’iniziativa si è rivolta a 12 donne con più di 35 anni, disoccupate o inoccupate, residenti nella provincia di Trento, desiderose di reinserirsi o inserirsi per la prima volta nel mondo del lavoro e sentono la necessità di un percorso che possa supportarle nella costruzione del proprio cammino professionale.

Articolazione dell’iniziativa:

  • 6 incontri di gruppo di 2 o 4 ore ciascuno condotti da coach e formatori esperti
  • 3 colloqui di orientamento individuale condotti da consulenti esperti
  • 40 ore di stage esplorativo presso aziende selezionate in base dell’area professionale di interesse delle singole partecipanti.

L’iniziativa si è svolta dal 22 ottobre 2012 al 23 gennaio 2013, con un impegno indicativo di una mattina alla settimana per gli incontri di gruppo e i colloqui, e un impegno concordato con le singole partecipanti per lo stage esplorativo. Nel mese di marzo 2013 si è svolto un ulteriore incontro finale.