Le metodologie didattiche del Corso Oss

Mirano a stimolare le competenze trasversali, abilità di carattere generale, a largo spettro, relative ai processi di pensiero e cognizione, alle modalità di comportamento nei contesti sociali e di lavoro, alle capacità di riflettere e usare strategie di apprendimento e di auto-correzione della condotta. In altre parole sono quelle competenze che non sono connesse specificamente ad una determinata attività/posizione lavorativa, ma che entrano in gioco nelle diverse situazioni e dalle quali dipende largamente la stessa possibilità degli individui di esprimere comportamenti professionali “abili” o “esperti”: le competenze comunicative, diagnostiche, decisionali.

Per sviluppare nello specifico queste competenze sono previste:

 

ATTIVITÀ DI SOCIALIZZAZIONE

Nell’ottica di creare un clima favorevole all’apprendimento viene dato spazio, all’inizio di ogni ciclo formativo, ad attività che creino e favoriscano la conoscenza reciproca e la condivisione di aspettative e possibili ansie legate al percorso formativo. Esplicitare e accogliere questi elementi permette di porre le basi per una formazione attiva che connetta da un lato le risorse cognitive e psicosociali della persona (conoscenze, valori, atteggiamenti, motivazioni, identità) e dall’altro le specifiche caratteristiche del contesto formativo e successivamente lavorativo. In particolare si inizia a lavorare in gruppo attivando questa competenza di operare attivamente nel gruppo di lavoro per affrontare problemi, progettare soluzioni e produrre risultati collettivi.

 

ATTIVITÀ DI ESPRESSIONE E COMUNICAZIONE

Queste attività sono organizzate come laboratorio, condotto secondo le modalità del coaching esperienziale. Si tratta di un complesso di attività e esercizi (individuali e di gruppo) che, coinvolgendo direttamente il singolo nelle dimensioni corporea, emotiva, cognitiva, di personalità e di esperienza, ne evidenzia i principali schemi ed automatismi comportamentali, permettendo, anche attraverso il confronto con gli altri, il superamento della maggior parte delle difficoltà relazionali. Il lavoro si sviluppa in un’ottica sistemica per evidenziare anche le interdipendenze tra le varie componenti del sistema che costituiranno il processo lavorativo.  Attraverso un processo di facilitazione della rielaborazione il laboratorio consente dunque di arricchire la ristrutturazione cognitiva attraverso gli obiettivi specifici dei diversi incontri che sono:

  • “stimolare” la crescita personale, integrando e condividendo processi di empatia, accoglienza, capacità di ascolto, immedesimazione
  • “sperimentare” modalità efficaci e non efficaci di porsi un obiettivo e raggiungerlo
  • “dar corpo e voce alle emozioni” ed ai vissuti legati al cambiamento
  • “favorire” la consapevolezza dei propri schemi rispetto al costrutto di flessibilità e ricerca attiva
  • “promuovere” l’acquisizione di comportamenti funzionali al potenziamento della flessibilità in campo professionale e sperimentarne l’efficacia
  • “sapersi” collocare” all’interno di un contesto (di lavoro o altro) in forma positiva e collaborativa, assumendo lo stile comunicativo adeguato al contesto stesso ed al proprio ruolo
  • “esporre” con chiarezza e completezza le proprie richieste, necessità e bisogni

 

SIMULATE

Vengono proposte situazioni presenti nella realtà lavorativa per  far emergere ed attivare le operazioni fondamentali proprie del ruolo lavorativo all’interno di un contesto organizzativo come: diagnosticare (le caratteristiche del contesto, la situazione, il ruolo organizzativo, il problema), relazionarsi con le diverse persone presenti (adattare i propri stili e le proprie strategie comunicative alle esigenze del contesto e degli interlocutori, codificare e decodificare i messaggi verbali e non verbali, riconoscere i feedback adottati dagli altri), affrontare le richieste specifiche (predisporsi ad affrontare e gestire operativamente il compito e il ruolo sia a livello mentale sia a livello di condotta finale tenendo conto della situazione, del compito, del problema, del ruolo), riflettere sul proprio agire (potenziando l’autoapprendimento e pianificando strategie di azione per fronteggiare situazioni e risolvere problemi tenendo conto delle logiche di contesto).

 

COLLOQUI INDIVIDUALI DI ORIENTAMENTO E DI COUNSELLING

Vengono attivate azioni di consulenza al ruolo individualizzata per la crescita personale e professionale. I pensieri e le riflessioni attivate nel contesto formativo potrebbero portare a un cambiamento della visione di sé in relazione al ruolo professionale. La gestione del cambiamento è sostenuta da questi colloqui individuali che aiutano lo studente ad attribuire un senso al cambiamento e a gestire le proprie emozioni in relazione a questo. Il principale strumento utilizzato è il colloquio individuale gestito attraverso metodologie empowerment oriented per raggiungere una maggior consapevolezza di sé, per analizzare i propri vissuti in relazione al ruolo professionale e per fornire elementi di valutazione, autovalutazione e analisi critica dei risultati. La consulenza s’innesta proprio con l’obiettivo di sorreggere gli allievi e stimolare la loro intelligenza emotiva, le risorse interne e gli elementi che emergono in relazione al cambiamento: é uno spazio e un tempo per elaborare le emozioni provate durante il percorso formativo o il periodo di sperimentazione del ruolo socio sanitario, in particolare in prima persona durante il tirocinio.

 
Gli obiettivi specifici dei colloqui individuali riguardano:

  • Presidiare coerenza tra comportamenti e obiettivo di ruolo
  • Consapevolezza di sè nel ruolo e mediazione tra caratteristiche soggettive e contesto per aumentare l’autoconsapevolezza e la conoscenza di sé
  • Comprendere le modalità relazionali attivate con le persone (ad esempio individuare tematiche stressanti, problematiche, conflitti all’interno del gruppo classe)
  • Riflettere sulla discrepanza tra aspettative e realtà rispetto al tirocinio per gli studenti che presentano difficoltà legate all’assunzione del ruolo professionale, difficoltà legate alla relazione con gli assistiti e con i supervisori o comunque difficoltà di tipo relazionale
  • Sostenere la motivazione ad apprendere come rielaborare e valorizzare le competenze individuali per responsabilizzare e motivare lo studente o supportare gli studenti in difficoltà rispetto al processo di apprendimento
  • Lavorare su specifiche problematiche personali dato che la persona, porta tutta se stessa nel lavoro

Il counselling è caratterizzato da un contesto che mira ad offrire al persona tempo, ascolto ed attenzione da parte di un professionista formato a farlo (il counselor), affinché quest'ultimo possa ricevere adeguato supporto all'interno di un percorso di crescita che passa attraverso la consapevolezza, finalizzato alla possibilità di affrontare i suoi problemi di vita attuali e quelli futuri, forte di una maggiore autonomia e responsabilità. Il counselling è un'occasione di crescita e coscientizzazione offerta attraverso una relazione non giudicante e non caratterizzata dalla tipica verticalità esperto/utente.

Il counselor, in altri termini, pur rivestendo un ruolo ai confini con le discipline psicologiche, mira a costruire un setting all'interno del quale sia potenziata la possibilità da parte del cliente di aumentare la conoscenza di se stesso, senza calarla dall'alto, in virtù della propria conoscenza. Gli interventi del counselor si situano di conseguenza al di fuori dell'area della patologia, ma compresa nella normalità della sperimentazione di momentanei periodi di difficoltà all'interno dello svolgersi delle transizioni tra le diverse fasi di vita.
 

Il counselling di orientamento al lavoro prevede l’attivazione nel secondo ciclo di due incontri individuali intervallati da uno di gruppo per analizzare la propensione al ruolo in base ai vari contesti e all’offerta territoriale.

In particolare nel primo colloquio viene stimolata la riflessione dello studente rispetto al tirocinio svolto o alle esperienze lavorative passate sulle competenze acquisite, introducendo elementi relativi alla sua visione come operatore e alle sue aspettative. Nell’incontro di gruppo sono illustrati brevemente gli enti a cui lo studente in cerca di occupazione potrà rivolgersi e vengono forniti alcuni strumenti utili, per presentarsi in maniera adeguata e attiva ne, mondo del lavoro, come curriculum, lettera di presentazione e gestione del colloquio di selezione attraverso una simulata. Il colloquio finale prevede l’esplicitazione della progettazione individuale rispetto alla ricerca attiva del lavoro, attraverso l'utilizzo dell’analisi SWOT che individua, sul piano dell’analisi interna, i punti di forza e di debolezza personali e, rispetto all’analisi esterna, le criticità lavorative da superare e le opportunità da cogliere.

 

CINEFORUM

Negli ultimi anni il cinema si è dimostrato un potente mezzo a disposizione dei formatori e un efficace supporto all’apprendimento di gruppo e organizzativo, poiché è una forma di linguaggio narrativo, che interroga con forza e simultaneamente sia la nostra sfera cognitiva che il nostro mondo simbolico e affettivo.

La visione di un film o di un documentario nell’ambito della formazione rappresenta una significativa opportunità didattica che consente di “entrare empaticamente” nelle situazioni vissute dai protagonisti, al fine di riflettere e cercare di comprendere meglio alcune specifiche problematiche presentate in ogni lungometraggio. Inoltre, questa metodologia, permette di sviluppare la motivazione, il coinvolgimento ed il “team-building”, e di stimolare la creatività, l’apertura mentale, la flessibilità, la partecipazione attiva e riflessiva dei partecipanti.

Gli ambiti indagati attraverso questa metodologia toccano alcune significative, importanti e attuali questioni affrontante nel corso del biennio di formazione del Corso Oss, quali ad esempio la malattia, l’anzianità, l’istituzionalizzazione e l’assistenza in ambito familiare, la demenza, l’istituzionalizzazione, il viaggio di fine vita e, nell’ambito della bio-etica, l’accanimento terapeutico, l’handicap e la comunicazione non verbale, le dinamiche di gruppo, la rielaborazione del lutto, l’amore senile, il disagio psichico, la multiculturalità, il fenomeno dell’immigrazione legato al lavoro di badante, la tossicodipendenza e il disagio sociale.

Ogni appuntamento proposto viene prima brevemente introdotto e vengono forniti alcuni spunti di riflessione per portare l’attenzione sulle questioni specifiche che hanno determinato la scelta dello stesso film o documentario. A seguire la visione è previsto, anche attraverso l’utilizzo di griglie e strumenti predisposti, un momento di condivisione su aspetti emotivi e cognitivi che hanno colpito di più.

 
 
 

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Formazione continua

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Sono aperte le iscrizione ai brevi moduli di formazione continua, finalizzati ad aggiornare, rinforzare e acquisire competenze professionali, rivolti agli/alle assistenti familiari.