Serata culturale - Arco Alpino 2018

Serata culturale - Arco Alpino 2018

Nell'ambito della terza edizione dell’Incontro Internazionale Arco Alpino, centrato quest’anno sui complessi mutamenti demografici organizzata dalla Fondazione Franco Demarchi, si è svolta a Palazzo delle Albere la serata “Montagne di esperienze”, con la presenza dello scrittore e documentarista Folco Terzani, della pastora etiope Agitu Idea Gudeta e l’operatrice turistica e culturale de Il Masetto di Terragnolo Giulia Mirandola. Introduce e modera l’incontro Diego Andreatta, direttore di “Vita Trentina”.

Attraverso tre testimonianze significative, nell'evento serale sono state riprese alcune questioni trattate nelle due giornate di Incontro Internazionale “Highlanders! Popolamenti e spopolamenti nell’Arco Alpino”, come il vivere in montagna, l’esperienza di accogliere e dell’essere accolti degli immigrati e la valorizzazione di un territorio alpino che ha vissuto una forte emigrazione.

Ad aprire la serata è stato lo scrittore e documentarista Folco Terzani, che sin da piccolo ha vissuto l’esperienza del migrante seguendo il padre giornalista Tiziano Terzani nei suoi viaggi come inviato. Ha raccontato della sua esperienza di essere in sintonia con la terra e con tutti i suoi abitanti nel suo vivere in montagna e ha presentato libro “Il Cane, il Lupo e Dio”, una storia sull’amicizia, l’amore per la natura e il senso del Divino, che ha il merito d’insegnare a guardare ciò che abbiamo intorno. Illustrato dall’artista Nicola Magrin, il libro di Terzani rappresenta una forte metafora della vita espressa in modo vivo. Di questa pubblicazione è stato scritto che “è tutto raccontato e tutto dipinto perché tutto, in questa vita, è molto più semplice di quanto si creda, pur essendo immenso, irraggiungibile, insondabile, misterioso”.

La seconda testimonianza della serata è stata della pastora etiope, conosciuta ormai in tutta Italia, Agitu Ideo Gudeta che, a causa della guerra in Etiopia, otto anni fa è arrivata in Trentino dove, dopo aver recuperato e valorizzato un grande terreno in abbandono trasformandolo in un pascolo incontaminato, alleva capre e produce formaggi, vivendo in armonia con la natura. Gudeta ha raccontato la sua esperienza lavorativa in montagna e del suo impegno per creare possibilità di integrazione degli immigrati, attraverso la propria attività imprenditoriale.

Di valorizzazione del territorio montano ha parlato, infine, l’operatrice turistica e culturale Giulia Mirandola, titolare del Masetto di Terragnolo, una realtà situata a 850 metri di quota nella valle di Terragnolo, terra di costante emigrazione e che conserva intatto un autentico carattere montanaro. Ha raccontato della realizzazione di un progetto in un territorio montano marginale, progetto che prevede la promozione di un’area geografica, attraverso un’idea inedita di turismo, che pone al centro l’illustrazione e la narrazione del paesaggio, la programmazione culturale, la cucina tradizionale, la cura dell’ambiente circostante, poiché “al Masetto si impara, si mangia, si dorme, si sperimenta: non è una scuola ma ci va vicino, non è un’osteria ma alcune sere lo sembra, non è un ostello ma per certi versi lo ricorda, non è un rifugio ma ci assomiglia.”

 
 

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