Libro TERRA

Libro TERRA

Venerdì 23 novembre 2018 è stato presentato alla Fondazione Franco Demarchi il libro "Terra", la seconda pubblicazione della collana “Paralleli” della Fondazione Demarchi, edita da Il Margine.
Sono intervenuti gli autori Christian Lavarian ed Elisa Piras e l'incontro, organizzato nell'ambito dei "Venerdì di cultura" dell’Università della terza età e del tempo disponibile rivolti a la popolazione, è stato introdotto e condotto da Samuela Caliari, responsabile area eventi del Muse.

Questo volume si colloca all'interno di un progetto scientifico, culturale, etico e politico che ha come obiettivo la riflessione e l’assunzione di responsabilità dentro una società in accelerato mutamento. 
“Siamo uomini della terra, del mare e dei cieli con orizzonti e percorsi infiniti – scrive in prefazione il professor Antonio Scaglia – ove l’Ulisse umano si avventurerà, portandosi dietro l’insopprimibile desiderio di scoprire se l’universo abbia confini, se i buchi neri siano davvero le porte misteriose del nostro mondo verso altri mondi radicalmente diversi”. 

È stato un pubblico attento e partecipe quello intervenuto in occasione della presentazione del libro e al termine una signora, ringraziando gli autori, ha espresso il suo stupore in merito al fatto che un libricino così piccolo avesse tanti contenuti! Ma è proprio cosi. Si è rivelata una preziosa fonte di conoscenza che arriva dopo l’uscita del primo volume, sempre monotematico, sul “Viaggio” della collana Paralleli della Fondazione Franco Demarchi.
Il nuovo libro affronta a due voci la tematica che riguarda tutti della “Terra”. Gli autori Elisa Piras, studiosa di filosofia politica e relazioni internazionali, e Christian Lavarian, divulgatore scientifico, stimolati nelle argomentazioni dall'incalzante e accattivante ritmo di Samuela Caliari, responsabile dell’area eventi del Muse, hanno dibattuto su molteplici questioni. E se per Piras l’approccio multidisciplinare ha rappresentato una sfida e un’occasione di uscire dalla propria disciplina, per Lavarian ha consentito una prospettiva più ampia sulle questioni e sulla propria visione.Così da un punto di vista scientifico è emersa la necessità di avere uno sguardo lontano per scoprire altre terre, pensando al fatto che la nostra unicità non è per nulla tale e che forse qualche altre forme di vita ci potrebbero essere in un universo inesplorato tutto da scoprire. Grazie alla tecnologia e alle scoperte scientifiche condivise è possibile pensare di entrare in contatto con altri pianeti. 
Da un punto di vista politico sono emersi il valore e le forme di radicamento alla terra; le logiche di potere che generano conflitti, il possesso, la terra recintata e la proprietà privata che sono l’origine della disuguaglianza; il concetto di madre terra, elemento femminile spirituale e biologico al tempo stesso, necessario in ogni rivoluzione politica.

Pensando al futuro Lavarian si è dimostrato ottimista: “Tra 10 anni, avendo fiducia nella scienza e nell'umanità e grazie alla tecnologie, si potranno migliorare le condizioni della terra”. Piras, invece, anche alla luce del trand attuale pensa ad un peggioramento delle condizioni di vita e alla necessità di uno sviluppo sostenibile che ha bisogno di essere vagliato dalla ragione critica: oggi il fenomeno del “landgrabbing” (“rubacchiare la terra”) è un problema che riguarda tutte le popolazioni e la cui evoluzione porterà alcuni stati e comunità all'estinzione.

Infine Samuela Caliari ha concluso ricordando gli obiettivi dell'Unesco nell'agenda 2030: “Se vogliamo sopravvivere dobbiamo seguire delle regole per preservare la nostra TERRA.”

Il libro è acquistabile alla Biblioteca della Fondazione Franco Demarchi.